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Mario Vattani al Corriere dell’Irpinia: “Crisi? Puntare sulle produzioni di qualità”

Mario Vattani, all’ex Console oggi candidato Capolista al Senato per La Destra in Campania. Che campagna elettorale si chiude per il suo partito?
«E’ stata per me una campagna elettorale particolarmente interessante perché mi ha portato a visitare tante realtà di questa regione, Napoli l’area vesuviana ma anche le altre province comprese le zone interne di Avellino e Benevento. Grazie anche alle strutture provinciali del partito sono riuscito, anche in poco tempo, ad avere una visione complessiva delle opportunità e delle difficoltà che ci sono in questa regione».

Cosa ha capito dell’Irpinia?
«Che è una terra che ha grandi potenzialità. In provincia di Avellino sono stato diverse volte in questa campagna elettorale e ho avuto modo di apprezzare la capacità di alcune sue aziende a fare export di qualità. Uno come me che ha visto sempre l’internazionalizzazione come un punto di forza non può non sottolineare certe cose. In Irpinia ci sono produzioni di qualità, prime fra tutte quelle dei tre grandi vini che sono apprezzati in tutto il mondo. Ho visto che ci sono i giovani che hanno grandi difficoltà a fare impresa. Eppure avrebbero tutte le possibilità di scommettere sulle loro conoscenze anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Occorre aiutarli. E’ un punto questo su cui ho insistito molto in questa campagna elettorale».

Cosa propone?
«Dobbiamo favorire l’accesso al credito per i giovani e la defiscalizzazione per le imprese che li assumono. Il lavoro è un punto centrale per l’Italia e lo è ancor di più in Irpinia. Qui va sfruttata al meglio la qualità della produzione. Mi sono accordo, avendo anche la possibilità di girare all’estero, che l’identità Italia è una nostra carta vincente, più di quanto si possa pensare».

Pare ottimista, eppure in Irpinia la situazione è veramente grave con aziende che chiudono e operai in cassa integrazione.
«L’ottimismo mi nasce dall’aver visto qui un tessuto sano e grande intelligenza. D’altro canto però non dimentico i problemi. L’Irpinia storicamente ha dato un contributo importante in termini di uomini politici all’Italia ma oggi se c’è una terra che soffre, una terra in cui è minata la speranza delle famiglie è questa e più in generale è la Campania. Il problema vero è che qui, pur con tante potenzialità, gli imprenditori vengono strozzati dalle banche con tassi altissimi. A questo problema poi se ne aggiungono tanti altri».

Come si risolvono?
«Il nostro partito, pur nella lealtà di rapporti con tutti gli alleati, ha una identità precisa che nasce da due elementi programmatici distintivi, la realizzazione di un vero e proprio stato sociale, ossia di uno stato che si prende cura delle fasce più deboli della popolazione e sa intervenire laddove le cose non funzionano per correggere la situazione, e la sovranità nazionale. Per noi è inaccettabile andare avanti avallando le indicazioni dei più importanti partner internazionali (che poi tanto partner non lo sono visto che appaiono più come nostri concorrenti). Dobbiamo essere noi dare una linea, a dettare i processi in campo internazionale».

Ha parlato di identità di partito. Ma nel suo schieramento, di destre, ce ne sono almeno altre due, oltre voi, la Lega e Fratelli di Italia, senza considerare poi Futuro e Libertà con Monti e le varie Casapound e Forza Nuova che corrono da sole.
«Mi soffermo poco su quelle forze che fanno corsa solitaria. Il fenomeno rispecchia un po’ quello che succede a sinistra. Dico però una cosa su quei partiti che sono nostri alleati».

Dica.
«La Lega fa parte dell’alleanza in virtù di un accordo siglato con il Pdl e con il presidente Berlusconi, come noi del resto. Per questo rispettiamo il Carroccio e tutte le altre che fanno parte del centrodestra. Ciò che ci interessa sono le proposte programmatiche. Le nostre sono state inserite in toto all’interno del programma della coalizione. Per questo ci consideriamo una garanzia per gli elettori che fa da contraltare alla presenza di forze con matrice e cultura diversa. Quello del centrodestra è un fronte ampio che vive anche di spinte localistiche. Noi siamo invece una forza nazionale che guarda con molta attenzione al mezzogiorno e dunque siamo presidio di garanzia per l’unità del Paese».

E Fratelli di Italia?
«Grande rispetto anche se non possiamo non sottolineare che il nostro è l’unico partito che può vantarsi di essere in continuità con la tradizione di Giorgio Almirante. E’ nei fatti. Noi fin dall’inizio siamo stati all’opposizione di Monti, Fratelli di Italia invece ha votato per 52 volte la fiducia al governo tecnico. Siamo felicissimi che si siano svegliati ora anche loro ma noi siamo rimasti da sempre con occhi aperti. Dunque il voto dato alla Destra è soprattutto un voto di coerenza».

 

Clicca qui per leggere l’intervista direttamente dal sito del Corriere dell’Irpinia


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