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“La destra italiana prenda esempio da Abe” un commento di Mario Vattani da Il Giornale d’Italia 11.10.13

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Quello di Shinzo Abe è l’esempio di un governo di destra, fortemente ispirato ai temi della sovranità nazionale, che ha avuto il coraggio di prendere il toro per le corna avviando una politica che, rispetto ai passati decenni, si può definire rivoluzionaria.
Altro che da noi: la sinergia tra Governo e Banca Centrale ha permesso di sviluppare una politica monetaria audace e una politica fiscale flessibile, per preparare la strada a una strategia di crescita in cui l’intervento pubblico stimola gli investimenti privati e favorisce le esportazioni.
I ministri di Abe non hanno avuto paura di risanare la finanza pubblica, incrementando il budget per i settori trainanti della crescita, e tagliandolo per quelli obsoleti. Gli stessi ministri non hanno avuto paura di dire chiaramente che il problema demografico dell’invecchiamento della popolazione si contrasta con la ricerca, con l’alta tecnologia e con la riforma del welfare, non con l’immigrazione selvaggia.
Oggi abbiamo visto che i risultati ci sono eccome, e in un contesto economico globalizzato, la fiducia delle imprese e dei consumatori contano quanto i numeri. Alle ultime elezioni la squadra di Abe ha raccolto un enorme consenso, perché ha saputo mettere in discussione le politiche economiche conservatrici che per venti anni avevano condannato il Giappone alla stagnazione, ridando speranza ai giapponesi.
Purtroppo lo specchio del successo giapponese rende ancora più mostruosa l’immagine del baraccone europeo berlino-centrico di cui siamo destinati a diventare le vittime sacrificali: immutabile, austero, votato a tormentarci con politiche fiscali restrittive, toglie il respiro ad ogni tentativo di crescita.
Certo si sente il bisogno anche in Italia di una destra unita, che abbia a cuore la sovranità nazionale, la crescita, il lavoro, la capacità di portare il nostro Paese a imporsi in Europa, per una radicale riforma delle istituzioni europee, oggi sorde e cieche agli esempi di successo nell’affrontare la crisi, tranne a quello tedesco.

 


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